Racconto di un’avventura tra teatro e vita vera

Coltivare il linguaggio teatrale con i nostri Amici con disabilità intellettiva, ad Essenze, rappresentava una bella sfida, che abbiamo raccolto nell’autunno del 2022, all’inizio di un nuovo anno insieme. Volevamo esplorare le possibilità per rendere questo linguaggio realmente accessibile per loro, e soprattutto volevamo che rappresentasse per ciascuno una reale opportunità per esprimersi.

I nostri laboratori si sono rivelati fin dall’inizio un’occasione unica in questo senso: giocare con il linguaggio corporeo è una esperienza davvero alla portata di tutti, corale, in cui si è tutti coinvolti alla pari.

L’idea, dopo qualche settimana, è nata proprio da loro: perché non facciamo uno spettacolo tutti insieme?

Non potevamo non raccogliere anche questa sfida. Ma come farlo in una modalità che fosse rispettosa dei loro tempi, delle loro abilità, e soprattutto che desse a ciascuno un reale spazio di protagonismo?

Abbiamo optato per la realizzazione di un cortometraggio, e dovendo pensare ad un soggetto ci è venuta in mente una fiaba, I musicanti di Brema dei fratelli Grimm, a noi molto cara perché celebra il valore della solidarietà e dell’amicizia.

Il percorso è iniziato da qui, dalla narrazione della storia, e dal rileggerla per capire se diceva qualcosa anche a noi. Non è stato difficile: come i quattro musicanti, anche noi avevamo fatto un patto di amicizia e collaborazione per andare alla nostra “Brema”, lì dove ci attendeva il nostro spettacolo. E come i quattro amici, anche noi eravamo diversi tra noi e sapevamo fare cose diverse.

Una volta stesa la sceneggiatura, abbiamo iniziato, negli incontri di laboratorio, a sperimentare ruoli e situazioni richiesti dal copione, e questo ci ha permesso di individuare con naturalezza gli interpreti dei diversi ruoli; c’è stato spazio per chi voleva recitare e per chi non voleva farlo, per chi sapeva usare il corpo e chi era bravo con la voce, senza dimenticare i ruoli tecnici, così preziosi per la riuscita dell’insieme.

Quando sono iniziate le riprese abbiamo messo a punto tecniche e soluzioni pratiche per arrivare alla costruzione della scena: l’immersione in una situazione emotiva attraverso stimoli diversi, la parcellizzazione dell’azione, e soprattutto la pazienza di provare e riprovare, girare e girare, per avere a disposizione tanto materiale per il montaggio.

Faticoso? Soprattutto divertente! Come in quella giornata trascorsa interamente sul set, per le ultime riprese, mentre chi non recitava preparava il pranzo per gli altri… E poi la bellezza di trovare ciascuno il proprio spazio, di intuire il proprio volto in quello del personaggio interpretato, di scoprire che un cortometraggio è un’opera corale, in cui tanti, davvero tanti intrecciano le proprie abilità. Nei titoli di coda – che, per non farci mancare niente, abbiamo disegnato noi – c’erano proprio tutti, ciascuno col proprio ruolo. Compresi i vicini che ci hanno permesso di girare una scena nel loro cortile, e il cavallo, anch’esso vicino di casa, che in un’altra scena ha fatto da inconsapevole comprimario.

Quando il prodotto finale ha visto finalmente la luce, lo abbiamo “lanciato” in una serata-evento, e, come ciliegina sulla torta, sono stati realizzati gadget e magliette ispirati alla grafica del cortometraggio, in collaborazione con il Laboratorio creativo Div.ergo.

Ora che ci possiamo voltare indietro per raccontarla, possiamo anche riflettere su quale sia stato il senso più pregnante di questa avventura, quello che abbiamo visto prendere forma sotto i nostri occhi decisamente al di là delle nostre capacità di previsione e progettazione: la bellezza di un viaggio condiviso, in cui realizzare insieme un desiderio grande, che mai avrebbe visto la luce senza il contributo di tanti. Crediamo che l’incontro con la diversità, sempre, generi la Vita; e possiamo testimoniare che, nella creatività condivisa tra persone differenti, fioriscono novità inattese, la Vita cresce per tutti e si libera, progredendo verso direzioni impensate.

Autunno 2023, un anno dopo: “che spettacolo facciamo insieme, quest’anno?”

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