Nel gergo di lavoro degli H.ortolani ha ricevuto un nome poco poetico, ma estremamente indicativo: la zona nuova. Eppure, la Casetta Lazzaro non è stata protagonista di nuove acquisizioni, annessioni territoriali, né esplorazioni di aree ignote. La zona nuova è tale perché noi la stiamo rendendo nuova.

Quando la Casetta è divenuta casa nostra, ci siamo da subito innamorati della frescura donata dalle chiome dei suoi pini, sotto il cui tetto abbiamo lavorato, cantato, riposato, giocato e condiviso tanti momenti. Potete immaginare, allora quanto dispiacere nel vedere i primi pini cadere sotto la spinta di vento e piogge torrenziali. Ma, in fondo, in natura come nella vita, nulla è fatto per rimanere immutato, e questo la Casetta ce lo ricorda con i rapidi cicli che si succedono.

Così, neanche i nostri maestosi pini potranno rimanere lì in eterno, e quando lo abbiamo capito ci siamo messi subito all’opera: non per arrestare il cambiamento, ma per orientarlo. E abbiamo cominciato dall’area più colpita. Quella che è diventata, ora, la zona nuova. Lì abbiamo iniziato a dare forma alla Casetta che verrà, con nuovi impianti e un progetto che pian piano prende forma. Un cerchio di cipressi toscani per disegnare uno spazio di incontri, le linee geometriche delle siepi in cui abbiamo convertito il lentisco che alla Casetta abbonda, i pochi esemplari di ulivo che spiccano, a memoria di un tempo in cui la Casetta era altro ancora, ben prima dei pini. E una promessa di nuova ombra, quella dei bagolari, che oggi stanno lì allampanati con i loro primi ramoscelli, e domani, ne siamo certi, sapranno proteggere ancora la Casetta e i suoi abitanti dalla calura, custodendone la vita. È così che prepariamo il futuro, alla Casetta.

Vito

Share This Story, Choose Your Platform!

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato sulle nostre iniziative